Callas d' incanto
09-05-2026
custodisce la memoria, i ricordi, l’idea di una donna che ha rappresentato tutta la sua esistenza, per la quale la sua vita ha avuto
ed ha ancora una ragione che va al di là del semplice esistere. Bruna rappresenta la semplicità, la quotidianità, quella contingenza
davanti alla quale non è possibile valutare il genio, del quale tuttavia si avverte la statura, del quale si venera l’immensità di, la
vastità delle imprese. Così ascoltiamo la storia che ci racconta e ci troviamo al suo fianco a spiare quasi con vergogna i palpiti di
quel cuore, la sua felicità, il suo tormento, tutta la tristezza del mondo. Cos’è un mito? Nelle religioni, è la narrazione sacra di gesta
e origini di Dei ed Eroi. Può essere di un’idea sotto forma allegorica: il mito della caverna in Platone. Può essere un’utopia,
illusione: la sua fortuna è solo un mito. Per estensione è l’immagine idealizzata di un evento o di un personaggio che svolge un
ruolo determinante nel comportamento di un gruppo umano. Una leggenda Maria Callas è tutto ciò. La sua statura artistica ha
diviso il mondo dell’opera in prima e dopo la Callas. La sua capacità di interpretazione ha strappato la scena operistica
all’affettazione dei gorgheggi fini a sé stessi, ed è riuscita a dare un’armonia ai personaggi del melodramma, mostrando sui
palcoscenici di tutto il mondo un’anima in una voce. La Callas nel nostro racconto non è una voce in una donna, bensì una donna
con una voce. Così la sua vita al di là della legenda si consumò nella tragedia, vissuta in maniera totale da eroi. Esattamente
questa dimensione mitica ha Bruna della Callas. La racconta con fervore e passione quasi religiosa, soffermandosi maggiormente
sul tormento della sua anima. Una grande storia d’amore, dopo l’incontro con Aristotele Onassis. La loro relazione, ed il triste
epilogo, concorrono ancora di più a dare alla vicenda una sacralità mitica che pare sussurrarci a tutti come la felicità non è di
questa terra se due dei come loro non hanno potuto essere felici. Loro erano imperscrutabili, ignoti anche al fato che
ineluttabilmente, senza clemenza, si attua. Bruna durante tutto lo spettacolo attende il ritorno della sua Madame. L’aspetterà per
sempre, perché si sente come la tessera di un puzzle che completa un mosaico. Alla fine il desiderio di vedere entrare Maria
Callas si fa irresistibile: “Madame – cioè la signora Callas non c’è, sta per arrivare.” La divina non può entrare. Il suo corpo non è
più tra noi anche se lei è ancora in mezzo a noi come un’idea, una legenda, un mito.. per una serata d’incanto. Buon divertimento,
Roberto D’Alessandro
Regia: Roberto D’Alessandro
Autore: Roberto D’Alessandro
Interpreti: Debora Caprioglio
Produzione: Quadrifoglio srl in collab. con GoodMood
Distribuzione: GoodMood
Organizzazione: Enza Felice, Francesca Zaino
Segreteria di produzione: Federica Corino
09-05-2026
custodisce la memoria, i ricordi, l’idea di una donna che ha rappresentato tutta la sua esistenza, per la quale la sua vita ha avuto
ed ha ancora una ragione che va al di là del semplice esistere. Bruna rappresenta la semplicità, la quotidianità, quella contingenza
davanti alla quale non è possibile valutare il genio, del quale tuttavia si avverte la statura, del quale si venera l’immensità di, la
vastità delle imprese. Così ascoltiamo la storia che ci racconta e ci troviamo al suo fianco a spiare quasi con vergogna i palpiti di
quel cuore, la sua felicità, il suo tormento, tutta la tristezza del mondo. Cos’è un mito? Nelle religioni, è la narrazione sacra di gesta
e origini di Dei ed Eroi. Può essere di un’idea sotto forma allegorica: il mito della caverna in Platone. Può essere un’utopia,
illusione: la sua fortuna è solo un mito. Per estensione è l’immagine idealizzata di un evento o di un personaggio che svolge un
ruolo determinante nel comportamento di un gruppo umano. Una leggenda Maria Callas è tutto ciò. La sua statura artistica ha
diviso il mondo dell’opera in prima e dopo la Callas. La sua capacità di interpretazione ha strappato la scena operistica
all’affettazione dei gorgheggi fini a sé stessi, ed è riuscita a dare un’armonia ai personaggi del melodramma, mostrando sui
palcoscenici di tutto il mondo un’anima in una voce. La Callas nel nostro racconto non è una voce in una donna, bensì una donna
con una voce. Così la sua vita al di là della legenda si consumò nella tragedia, vissuta in maniera totale da eroi. Esattamente
questa dimensione mitica ha Bruna della Callas. La racconta con fervore e passione quasi religiosa, soffermandosi maggiormente
sul tormento della sua anima. Una grande storia d’amore, dopo l’incontro con Aristotele Onassis. La loro relazione, ed il triste
epilogo, concorrono ancora di più a dare alla vicenda una sacralità mitica che pare sussurrarci a tutti come la felicità non è di
questa terra se due dei come loro non hanno potuto essere felici. Loro erano imperscrutabili, ignoti anche al fato che
ineluttabilmente, senza clemenza, si attua. Bruna durante tutto lo spettacolo attende il ritorno della sua Madame. L’aspetterà per
sempre, perché si sente come la tessera di un puzzle che completa un mosaico. Alla fine il desiderio di vedere entrare Maria
Callas si fa irresistibile: “Madame – cioè la signora Callas non c’è, sta per arrivare.” La divina non può entrare. Il suo corpo non è
più tra noi anche se lei è ancora in mezzo a noi come un’idea, una legenda, un mito.. per una serata d’incanto. Buon divertimento,
Roberto D’Alessandro
Regia: Roberto D’Alessandro
Autore: Roberto D’Alessandro
Interpreti: Debora Caprioglio
Produzione: Quadrifoglio srl in collab. con GoodMood
Distribuzione: GoodMood
Organizzazione: Enza Felice, Francesca Zaino
Segreteria di produzione: Federica Corino