MAIS QU’EST-CE QU’ELLES VEULENT?
MAIS QU’EST-CE QU’ELLES VEULENT?
cineclub
Info

Regista: Coline Serreau

1 evento in programmazione
16-03-2026
A partire da 6.00 €
Al giorno d’oggi una donna che dà la parola ad altre donne non ha nulla di eccezionale, ma nel 1975 per la giova­ne regista Coline Serreau (al suo primo film, in parte finanziato da Antoinette Fouque) si trattava di una scelta quasi utopica. Utopie è del resto il titolo che avrebbe voluto dare a questa serie di interviste uscite con il più provocatorio titolo Mais qu’est-ce qu’elles veulent? Le donne in questione si chiamano Véron­ique, Elisabeth, Liliane. Sono contadine, operaie tessili, una ‘casalinga’ benestan­te, un’attrice pornografica, una giovane anoressica, una portinaia vedova, una pastora protestante che “ama ciò che fa ma non ha fatto ciò che amava”… Don­ne che parlano della loro quotidianità e intervistate sul posto di lavoro. Che cosa vogliono? Raccontare la loro vita, rac­contarsi, se possibile essere ascoltate an­che se i loro desideri entrano in conflitto con la loro realtà, come spesso accade.

Con Mais qu’est-ce qu’elles veulent?, Coline Serreau compie una transizio­ne dal teatro (è stata tirocinante alla Comédie-Française) alla regia di docu­mentari prima di approdare al cinema. Questo passaggio avviene con la natu­ralezza dell’acqua che scorre, metafora che attraversa tutto il film (montato da Sophie Tatischeff), dove la parola – ri­petuta, incessante, liberatoria – diven­ta protagonista assoluta. Anche a costo di conservarne solo l’aspetto performa­tivo, vista l’ampiezza dei temi e delle problematiche affrontati in questo pri­mo lungometraggio.

Regista: Coline Serreau

1 evento in programmazione
16-03-2026
A partire da 6.00 €
Al giorno d’oggi una donna che dà la parola ad altre donne non ha nulla di eccezionale, ma nel 1975 per la giova­ne regista Coline Serreau (al suo primo film, in parte finanziato da Antoinette Fouque) si trattava di una scelta quasi utopica. Utopie è del resto il titolo che avrebbe voluto dare a questa serie di interviste uscite con il più provocatorio titolo Mais qu’est-ce qu’elles veulent? Le donne in questione si chiamano Véron­ique, Elisabeth, Liliane. Sono contadine, operaie tessili, una ‘casalinga’ benestan­te, un’attrice pornografica, una giovane anoressica, una portinaia vedova, una pastora protestante che “ama ciò che fa ma non ha fatto ciò che amava”… Don­ne che parlano della loro quotidianità e intervistate sul posto di lavoro. Che cosa vogliono? Raccontare la loro vita, rac­contarsi, se possibile essere ascoltate an­che se i loro desideri entrano in conflitto con la loro realtà, come spesso accade.

Con Mais qu’est-ce qu’elles veulent?, Coline Serreau compie una transizio­ne dal teatro (è stata tirocinante alla Comédie-Française) alla regia di docu­mentari prima di approdare al cinema. Questo passaggio avviene con la natu­ralezza dell’acqua che scorre, metafora che attraversa tutto il film (montato da Sophie Tatischeff), dove la parola – ri­petuta, incessante, liberatoria – diven­ta protagonista assoluta. Anche a costo di conservarne solo l’aspetto performa­tivo, vista l’ampiezza dei temi e delle problematiche affrontati in questo pri­mo lungometraggio.
Orari

Cinema Modernissimo, Modernissimo, Bologna
16/03/2026

Torna alla mappa
Posti
Seleziona un orario
Reset
Reset
Acquista
I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.