Le Troiane di Euripide
Le Troiane di Euripide
Info
2 eventi in programmazione
Dal
10-07-2026
Al
12-07-2026
A partire da 18.00 €
Infelice, sollevati da terra, leva e drizza la testa, Troia non esiste più, tu non sei più regina. Rassegnati: la fortuna ha mutato il corso, naviga secondo la corrente e il destino.”
In un paesaggio lunare, le prigioniere si aggirano tra le macerie di una
città che non c’è più. Frammenti di quotidianità, tracce di vita normale,
sepolte da tonnellate di calcinacci e rifiuti. Sangue sui muri, animali morti
nelle vie, carcasse irriconoscibili e corpi umani bruciati, pozze di fango e
rottami, polvere nei polmoni. In città vige il coprifuoco e non c’è alcuna
via di fuga. Tutto è perduto. Tutto diviene cenere, fumo vacuo. La
speranza di un futuro migliore affoga nell’abisso irrimediabile della
guerra.
"In te Ettore avevo trovato il marito ideale, spiccavi per intelligenza, stirpe, ricchezza, valore: mi hai presa, vergine, dalla casa di mio padre e mi hai conosciuta per primo nel talamo nuziale.”
La sconfitta, la deportazione, la morale tradita, l’innocenza
perduta; l’umanità deraglia inesorabilmente e sotto un cielo di piombo
fuso si svolgono le vicende dell’innocente Astianatte, di Andromaca, di
Elena, delle donne troiane.
Le donne Troiane sono creature ormai esauste, sospese in un limbo, senza
più riferimenti familiari, bloccate per sempre sulle spiagge di Troia,
costrette ad accettare ciò che non si può accettare e spinte con violenza ad
entrare nel letto dei loro carnefici. Sono donne sfinite, insonni, digiune,
trasformate in creature di terra, polvere e fango. Erano donne fiere, con
una storia gloriosa, mogli di eroi. Oggi sono esseri fragili, affogati nella
nostalgia, esposti al freddo, alla notte, al ludibrio dei nemici. Esistere, per
loro, significa sopravvivere. Ma qui siamo a Troia, in terra maledetta: il
tempo è infinito, l’orizzonte ristretto e tutto precipita nel vuoto.
Penso ad una scenografia composta da macerie. Una città bombardata, tra
le cui rovine si accampano le donne troiane, impegnate in un’ultima
disperata resistenza.
Lo spettatore deve pensare ad un’attualità perturbante e
sconvolgente. Qualcosa di incredibile, un nuovo olocausto, che sta
accadendo oggi, sotto gli occhi della “civile Europa”, con la complicità di
alcuni discutibili governanti mondiali. Sulla pelle di donne e bambini,
vengono accordate spartizioni, vengono stipulati accordi economici, si
vendono organi, cadaveri, posizioni sociali, anime e destini.
Viviamo tristi giorni. Il sentimento diviene merce di scambio, prodotto, la
lealtà viene cancellata, la viltà, la sottomissione alle regole del gioco e il
compromesso vengono innalzati a modus vivendi, nei nostri occhi manca
la forza della poesia, della cultura, della sincerità. Le nostre giornate sono
affollate di tribune politiche, compravendite elettorali, pornografie del
sentimento, identità svendute, volgarità di ogni tipo. L’aggressività e la
rabbia divorano l’uomo dei nostri giorni. Mancano la nobiltà, la dignità, il
coraggio. Anche l’arte è stata comprata. Più che mai il teatro, ridotto ad un
mondo di cortigiani compiacenti (con pochissime eccezioni) interessati più
al potere che alla poesia e alla storia dell’uomo. Il luogo del vero
confronto, dell’energia e dell’arricchimento interiore, è stato tramutato in
uno dei tanti luoghi dell’invidia, del cinismo, della vendetta, della
meschinità, del livore, dell’attacco personale. E’ più che mai necessario
andare lontani, alla ricerca di un confine, una spiaggia ancora intatta, non
calpestata da piede umano, dalla viltà e dalla volgarità, per cercare una
luce ancora possibile, per ritrovare la serenità di uno sguardo puro, leale,
franco. Per poter sperare ancora in un’altra possibilità, un’altra realtà, retta
da regole nuove, da altri valori, ormai impossibili da attuare nel nostro
piccolo mondo corrotto, confuso e ferito a morte.
Nel mio allestimento tenterò di potenziare tutti i mezzi espressivi per
toccare le corde della più profonda emotività di questi personaggi davvero
complessi: recitazione, luci, costumi, musiche, scenografia, tutto
concorrerà al raggiungimento di un unico obiettivo: il centro del petto di
tutte le personae del dramma. La loro emotività più sconvolgente.
Come in tutta la tragedia greca, ci troviamo in assenza di psicologia: tutti i personaggi
Della tragedia sono emotività pura, fragilità, tensione, potenza e peso scenico.
Non c’è in loro nulla di borghese.
Non ci sono mezzi termini; sono nudi di fronte agli spettatori. Ognuno di
loro possiede una porzione di verità, ma l’unico vero detentore del quadro
complessivo, alla fine, sarà lo spettatore.
2 eventi in programmazione
Dal
10-07-2026
Al
12-07-2026
A partire da 18.00 €
Infelice, sollevati da terra, leva e drizza la testa, Troia non esiste più, tu non sei più regina. Rassegnati: la fortuna ha mutato il corso, naviga secondo la corrente e il destino.”
In un paesaggio lunare, le prigioniere si aggirano tra le macerie di una
città che non c’è più. Frammenti di quotidianità, tracce di vita normale,
sepolte da tonnellate di calcinacci e rifiuti. Sangue sui muri, animali morti
nelle vie, carcasse irriconoscibili e corpi umani bruciati, pozze di fango e
rottami, polvere nei polmoni. In città vige il coprifuoco e non c’è alcuna
via di fuga. Tutto è perduto. Tutto diviene cenere, fumo vacuo. La
speranza di un futuro migliore affoga nell’abisso irrimediabile della
guerra.
"In te Ettore avevo trovato il marito ideale, spiccavi per intelligenza, stirpe, ricchezza, valore: mi hai presa, vergine, dalla casa di mio padre e mi hai conosciuta per primo nel talamo nuziale.”
La sconfitta, la deportazione, la morale tradita, l’innocenza
perduta; l’umanità deraglia inesorabilmente e sotto un cielo di piombo
fuso si svolgono le vicende dell’innocente Astianatte, di Andromaca, di
Elena, delle donne troiane.
Le donne Troiane sono creature ormai esauste, sospese in un limbo, senza
più riferimenti familiari, bloccate per sempre sulle spiagge di Troia,
costrette ad accettare ciò che non si può accettare e spinte con violenza ad
entrare nel letto dei loro carnefici. Sono donne sfinite, insonni, digiune,
trasformate in creature di terra, polvere e fango. Erano donne fiere, con
una storia gloriosa, mogli di eroi. Oggi sono esseri fragili, affogati nella
nostalgia, esposti al freddo, alla notte, al ludibrio dei nemici. Esistere, per
loro, significa sopravvivere. Ma qui siamo a Troia, in terra maledetta: il
tempo è infinito, l’orizzonte ristretto e tutto precipita nel vuoto.
Penso ad una scenografia composta da macerie. Una città bombardata, tra
le cui rovine si accampano le donne troiane, impegnate in un’ultima
disperata resistenza.
Lo spettatore deve pensare ad un’attualità perturbante e
sconvolgente. Qualcosa di incredibile, un nuovo olocausto, che sta
accadendo oggi, sotto gli occhi della “civile Europa”, con la complicità di
alcuni discutibili governanti mondiali. Sulla pelle di donne e bambini,
vengono accordate spartizioni, vengono stipulati accordi economici, si
vendono organi, cadaveri, posizioni sociali, anime e destini.
Viviamo tristi giorni. Il sentimento diviene merce di scambio, prodotto, la
lealtà viene cancellata, la viltà, la sottomissione alle regole del gioco e il
compromesso vengono innalzati a modus vivendi, nei nostri occhi manca
la forza della poesia, della cultura, della sincerità. Le nostre giornate sono
affollate di tribune politiche, compravendite elettorali, pornografie del
sentimento, identità svendute, volgarità di ogni tipo. L’aggressività e la
rabbia divorano l’uomo dei nostri giorni. Mancano la nobiltà, la dignità, il
coraggio. Anche l’arte è stata comprata. Più che mai il teatro, ridotto ad un
mondo di cortigiani compiacenti (con pochissime eccezioni) interessati più
al potere che alla poesia e alla storia dell’uomo. Il luogo del vero
confronto, dell’energia e dell’arricchimento interiore, è stato tramutato in
uno dei tanti luoghi dell’invidia, del cinismo, della vendetta, della
meschinità, del livore, dell’attacco personale. E’ più che mai necessario
andare lontani, alla ricerca di un confine, una spiaggia ancora intatta, non
calpestata da piede umano, dalla viltà e dalla volgarità, per cercare una
luce ancora possibile, per ritrovare la serenità di uno sguardo puro, leale,
franco. Per poter sperare ancora in un’altra possibilità, un’altra realtà, retta
da regole nuove, da altri valori, ormai impossibili da attuare nel nostro
piccolo mondo corrotto, confuso e ferito a morte.
Nel mio allestimento tenterò di potenziare tutti i mezzi espressivi per
toccare le corde della più profonda emotività di questi personaggi davvero
complessi: recitazione, luci, costumi, musiche, scenografia, tutto
concorrerà al raggiungimento di un unico obiettivo: il centro del petto di
tutte le personae del dramma. La loro emotività più sconvolgente.
Come in tutta la tragedia greca, ci troviamo in assenza di psicologia: tutti i personaggi
Della tragedia sono emotività pura, fragilità, tensione, potenza e peso scenico.
Non c’è in loro nulla di borghese.
Non ci sono mezzi termini; sono nudi di fronte agli spettatori. Ognuno di
loro possiede una porzione di verità, ma l’unico vero detentore del quadro
complessivo, alla fine, sarà lo spettatore.
Orari
Venerdì
10/07/2026
20:00

Teatro Antico Morgantina

Contrada Morgantina, 94010 Aidone, Enna

Teatro Antico Morgantina

Contrada Morgantina, 94010 Aidone, Enna
da 18.00 €
Acquista
Domenica
12/07/2026
20:00

Teatro Antico Morgantina

Contrada Morgantina, 94010 Aidone, Enna

Teatro Antico Morgantina

Contrada Morgantina, 94010 Aidone, Enna
da 18.00 €
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