Odissea, Verso Itaca
Odissea, Verso Itaca
Info
1 evento in programmazione
13-07-2026
A partire da 10.00 €
Il senso della ricerca
“Odissea” o “Verso Itaca” è il racconto di come è possibile riconquistare dal basso, dalla propria condizione di ultimo della società, la posizione di vertice nel proprio mondo, contando sulle proprie capacità, la propria esperienza, la propria intelligenza, per ridefinirsi come uomo.
Non a caso “Uomo” è la prima parola dell’Odissea. Ulisse appare sempre come una figura in equilibrio precario tra verità e menzogna, secondo quella dimensione “obliqua” cara al pensiero greco, in cui la verità resta spesso inaccessibile. L’eroe attraversa consapevolmente questo confine: utilizza la menzogna per giungere alla verità, sia negli affetti che il tempo rafforza, così avverrà per Eumeo, Telemaco, il cane Argo, la nutrice Euriclea, Filezio e Penelope — sia nello smascheramento dell’inganno, dell’avidità e dell’ostilità altrui.
Il poeta sembra dirci che pericolo non risiede soltanto nei viaggi o nelle battaglie, ma soprattutto nel ritorno in patria, ad Itaca, a cui non a caso Omero dedica ben 12 libri del poema, la metà esatta dell’opera. I pericoli si annidano ancora di più nella propria casa e forse anche oltre: il destino di Ulisse sarà quello di dovere ancora continuare il suo viaggio verso una nuova Itaca sconosciuta: “l’ignoto infinito che è dentro di noi”.
Da èpos a dràma
La messinscena si fonda su una precisa prospettiva drammaturgica.
L’Odissea è épos, cioè la parola nella sua forma più alta, espressa in versi dal poeta, ma nell’opera sono già presenti i germi di sviluppi successivi: il romanzo d’avventura, il racconto di formazione, la figura dell’eroe che ristabilisce la giustizia e soprattutto il teatro che i greci chiamavano dràma.
Nel poema si manifesta infatti il nucleo originario dell’arte della finzione: proprio come in teatro, dove “tutto è finto, ma nulla è falso”, l’oscurità della menzogna fa emergere la verità degli affetti che venti anni di distanza non intaccano, anzi esaltano, e la verità degli inganni, di chi ha covato rapporti ostili, fatti di avidità, prevaricazione e violenza. Il protagonista, esattamente come un attore, assume molteplici identità fino a fingersi ad Itaca uno straniero cretese, ma Ulisse non sarà mai falso e alla fine si rivelerà a tutti per chi veramente è.
In questa prospettiva, la figura dell’attore-narratore si pone come tramite tra parola detta e parola agita. Il progetto esplora precisamente questo passaggio: il momento in cui il poema si trasforma in azione scenica e l’epica diventa teatro, restituendo vita a una delle più alte narrazioni della tradizione occidentale.
Alfonso Veneroso
1 evento in programmazione
13-07-2026
A partire da 10.00 €
Il senso della ricerca
“Odissea” o “Verso Itaca” è il racconto di come è possibile riconquistare dal basso, dalla propria condizione di ultimo della società, la posizione di vertice nel proprio mondo, contando sulle proprie capacità, la propria esperienza, la propria intelligenza, per ridefinirsi come uomo.
Non a caso “Uomo” è la prima parola dell’Odissea. Ulisse appare sempre come una figura in equilibrio precario tra verità e menzogna, secondo quella dimensione “obliqua” cara al pensiero greco, in cui la verità resta spesso inaccessibile. L’eroe attraversa consapevolmente questo confine: utilizza la menzogna per giungere alla verità, sia negli affetti che il tempo rafforza, così avverrà per Eumeo, Telemaco, il cane Argo, la nutrice Euriclea, Filezio e Penelope — sia nello smascheramento dell’inganno, dell’avidità e dell’ostilità altrui.
Il poeta sembra dirci che pericolo non risiede soltanto nei viaggi o nelle battaglie, ma soprattutto nel ritorno in patria, ad Itaca, a cui non a caso Omero dedica ben 12 libri del poema, la metà esatta dell’opera. I pericoli si annidano ancora di più nella propria casa e forse anche oltre: il destino di Ulisse sarà quello di dovere ancora continuare il suo viaggio verso una nuova Itaca sconosciuta: “l’ignoto infinito che è dentro di noi”.
Da èpos a dràma
La messinscena si fonda su una precisa prospettiva drammaturgica.
L’Odissea è épos, cioè la parola nella sua forma più alta, espressa in versi dal poeta, ma nell’opera sono già presenti i germi di sviluppi successivi: il romanzo d’avventura, il racconto di formazione, la figura dell’eroe che ristabilisce la giustizia e soprattutto il teatro che i greci chiamavano dràma.
Nel poema si manifesta infatti il nucleo originario dell’arte della finzione: proprio come in teatro, dove “tutto è finto, ma nulla è falso”, l’oscurità della menzogna fa emergere la verità degli affetti che venti anni di distanza non intaccano, anzi esaltano, e la verità degli inganni, di chi ha covato rapporti ostili, fatti di avidità, prevaricazione e violenza. Il protagonista, esattamente come un attore, assume molteplici identità fino a fingersi ad Itaca uno straniero cretese, ma Ulisse non sarà mai falso e alla fine si rivelerà a tutti per chi veramente è.
In questa prospettiva, la figura dell’attore-narratore si pone come tramite tra parola detta e parola agita. Il progetto esplora precisamente questo passaggio: il momento in cui il poema si trasforma in azione scenica e l’epica diventa teatro, restituendo vita a una delle più alte narrazioni della tradizione occidentale.
Alfonso Veneroso
Orari
Lunedì
13/07/2026
20:00

Villa Romana Del Casale

SP90, 94015 Piazza Armerina, Enna

Villa Romana Del Casale

SP90, 94015 Piazza Armerina, Enna
da 10.00 €
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