LA MANDRAGOLA
Cast: Massimo Venturiello, Maurizio Micheli
21-02-2027
Con queste premesse rivive in scena il capolavoro di Machiavelli in una versione completamente rivisitata da Guglielmo Ferro, con Massimo Venturiello e Maurizio Micheli protagonisti. Trasposto in un presente dominato dalla finanza, dal profitto e dall’apparenza, il carosello di personaggi ci presenta Lucrezia intrappolata in un sistema che la vuole “perfetta” e la cui resa finale sarà lucida scelta di sopravvivenza e di potere. Fra Timoteo diventa un consulente etico, un leader spirituale mediatico che usa il linguaggio della morale per giustificare qualunque azione. Ligurio, l’incarnazione del fine che giustifica i mezzi, è il lobbista, vero motore dell’azione: sa come funzionano i meccanismi del potere e li sfrutta senza mai esporsi. “La Firenze rinascimentale diventa la City globale – spiega Ferro -, un grattacielo di vetro e acciaio dove tutto è trasparente solo in superficie. I personaggi agiscono mossi dal desiderio, dalla convenienza e dall’opportunismo.
La commedia si fa così satira feroce del capitalismo contemporaneo, dove ogni relazione è una transazione. È il potere come manipolazione, la morale come strumento retorico, il corpo e il desiderio come merce. In sintesi, la vittoria dell’intelligenza amorale”.
Cast: Massimo Venturiello, Maurizio Micheli
21-02-2027
Con queste premesse rivive in scena il capolavoro di Machiavelli in una versione completamente rivisitata da Guglielmo Ferro, con Massimo Venturiello e Maurizio Micheli protagonisti. Trasposto in un presente dominato dalla finanza, dal profitto e dall’apparenza, il carosello di personaggi ci presenta Lucrezia intrappolata in un sistema che la vuole “perfetta” e la cui resa finale sarà lucida scelta di sopravvivenza e di potere. Fra Timoteo diventa un consulente etico, un leader spirituale mediatico che usa il linguaggio della morale per giustificare qualunque azione. Ligurio, l’incarnazione del fine che giustifica i mezzi, è il lobbista, vero motore dell’azione: sa come funzionano i meccanismi del potere e li sfrutta senza mai esporsi. “La Firenze rinascimentale diventa la City globale – spiega Ferro -, un grattacielo di vetro e acciaio dove tutto è trasparente solo in superficie. I personaggi agiscono mossi dal desiderio, dalla convenienza e dall’opportunismo.
La commedia si fa così satira feroce del capitalismo contemporaneo, dove ogni relazione è una transazione. È il potere come manipolazione, la morale come strumento retorico, il corpo e il desiderio come merce. In sintesi, la vittoria dell’intelligenza amorale”.