LA POINTE COURTE
LA POINTE COURTE
incontro
Info

Regista: Agnès Varda

Cast: Philippe Noiret, Silvia Monfort, Marcel Jouet, Albert Lubrano, Anna Banegas, André Lubrano, Rossette Lubrano

1 evento in programmazione
15-09-2026
La Pointe courte è un film miracoloso. Per il fatto che esiste e per il suo stile. Per la sua esistenza, perché bisognerebbe forse risalire al Sang d’un poète per trovare un film così libero nella sua concezione da ogni contingenza commerciale. Jean Cocteau aveva semplicemente beneficiato di un sontuoso mecenate. Quei tempi, purtroppo, sono finiti. Un film sonoro costa troppo caro, anche per la fantasia di un miliardario! Ora, Agnès Varda è una giovane donna, di cui si conosceva il grande talento come fotografa del T.N.P. e che semplicemente provava il bisogno di realizzare questo film. Ha convinto alcuni compagni a lavorare con lei in cooperativa ed ecco come ha visto la luce La Pointe courte, con poco denaro ma molto coraggio, immaginazione e talento. Questo primo miracolo condiziona il secondo. Intendo dire che la totale libertà di stile ci dona il sentimento così raro al cinema di trovarci alla presenza di un’opera che obbedisce soltanto alla volontà del suo autore senza dipendere da vincoli esterni. Se La Pointe courte è un film d”avanguardia’, non lo è propriamente nel senso tradizionale della parola, sempre più o meno confusa con gli epigoni del surrealismo o quantomeno con la dissoluzione dell’aneddoto e del racconto. La storia che ci racconta Agnès Varda è la più semplice del mondo, ed è una storia d’amore. […] Non si può evitare di pensare naturalmente al Viaggio in Italia di Rossellini (che d’altra parte non ha potuto, per evidenti ragioni cronologiche, influenzare Agnès Varda), dove si ritrovava un analogo contrappunto fra i sentimenti degli eroi e l’ambiente geografico e umano. Questa affinità onora l’uno e l’altro film. Tuttavia, quello di Agnès Varda è ben diverso per il tono e la tecnica. Innanzitutto è il film di una donna, intendo dire come esistono romanzi femminili, il che costituisce un fenomeno quasi unico al cinema. Poi l’autrice ha adottato un partito preso per quanto concerne le immagini. Sotto questo aspetto Agnès Varda non ha forse dimenticato abbastanza il proprio talento di fotografa. Ma di contro il dialogo è ammirevole. I suoi eroi dicono solo cose inutili ed essenziali, come le parole che ci sfuggono in sogno.

Regista: Agnès Varda

Cast: Philippe Noiret, Silvia Monfort, Marcel Jouet, Albert Lubrano, Anna Banegas, André Lubrano, Rossette Lubrano

1 evento in programmazione
15-09-2026
La Pointe courte è un film miracoloso. Per il fatto che esiste e per il suo stile. Per la sua esistenza, perché bisognerebbe forse risalire al Sang d’un poète per trovare un film così libero nella sua concezione da ogni contingenza commerciale. Jean Cocteau aveva semplicemente beneficiato di un sontuoso mecenate. Quei tempi, purtroppo, sono finiti. Un film sonoro costa troppo caro, anche per la fantasia di un miliardario! Ora, Agnès Varda è una giovane donna, di cui si conosceva il grande talento come fotografa del T.N.P. e che semplicemente provava il bisogno di realizzare questo film. Ha convinto alcuni compagni a lavorare con lei in cooperativa ed ecco come ha visto la luce La Pointe courte, con poco denaro ma molto coraggio, immaginazione e talento. Questo primo miracolo condiziona il secondo. Intendo dire che la totale libertà di stile ci dona il sentimento così raro al cinema di trovarci alla presenza di un’opera che obbedisce soltanto alla volontà del suo autore senza dipendere da vincoli esterni. Se La Pointe courte è un film d”avanguardia’, non lo è propriamente nel senso tradizionale della parola, sempre più o meno confusa con gli epigoni del surrealismo o quantomeno con la dissoluzione dell’aneddoto e del racconto. La storia che ci racconta Agnès Varda è la più semplice del mondo, ed è una storia d’amore. […] Non si può evitare di pensare naturalmente al Viaggio in Italia di Rossellini (che d’altra parte non ha potuto, per evidenti ragioni cronologiche, influenzare Agnès Varda), dove si ritrovava un analogo contrappunto fra i sentimenti degli eroi e l’ambiente geografico e umano. Questa affinità onora l’uno e l’altro film. Tuttavia, quello di Agnès Varda è ben diverso per il tono e la tecnica. Innanzitutto è il film di una donna, intendo dire come esistono romanzi femminili, il che costituisce un fenomeno quasi unico al cinema. Poi l’autrice ha adottato un partito preso per quanto concerne le immagini. Sotto questo aspetto Agnès Varda non ha forse dimenticato abbastanza il proprio talento di fotografa. Ma di contro il dialogo è ammirevole. I suoi eroi dicono solo cose inutili ed essenziali, come le parole che ci sfuggono in sogno.
Accompagnamento al piano di Daniele Furlati
Introduce Anna Masecchia
Orari

Cinema Modernissimo, Modernissimo, Bologna
15/09/2026

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