IDIOTA
16-10-2026
tazza di tè davanti a sé.
È il principe Lev Nikolaevič Myskin, appena tornato in Russia dopo anni trascorsi in Svizzera per
curare la sua epilessia. È venuto per incontrare una famiglia, cercare un lavoro, ricominciare a
vivere. Ma soprattutto è venuto per raccontare.
Myskin racconta un condannato a morte, un asino che gli ha restituito la gioia di vivere, una ragazza
emarginata dal proprio paese, dei bambini che sembrano capire gli adulti meglio degli adulti stessi.
E mentre racconta, perde continuamente il filo.
Un ricordo ne fa nascere un altro, una parola diventa un gesto, un ragionamento si interrompe per
lasciare spazio a qualcosa di completamente diverso. Myskin è goffo, stralunato, ingenuo. A volte
sembra non capire le regole del mondo. Altre volte sembra essere l'unico ad averle capite davvero.
La sua epilessia diventa anche una forma del racconto: la narrazione procede per scarti,
accelerazioni, vuoti, ripetizioni e improvvise illuminazioni. Il ritmo della parola e quello del corpo
si contaminano, passando dalla comicità al delirio, dalla tenerezza alla violenza.
CREDITI
con Costantino Buttitta
Regia: Emilio Ajovalasit
Adattamento drammaturgico: Costantino Buttitta
16-10-2026
tazza di tè davanti a sé.
È il principe Lev Nikolaevič Myskin, appena tornato in Russia dopo anni trascorsi in Svizzera per
curare la sua epilessia. È venuto per incontrare una famiglia, cercare un lavoro, ricominciare a
vivere. Ma soprattutto è venuto per raccontare.
Myskin racconta un condannato a morte, un asino che gli ha restituito la gioia di vivere, una ragazza
emarginata dal proprio paese, dei bambini che sembrano capire gli adulti meglio degli adulti stessi.
E mentre racconta, perde continuamente il filo.
Un ricordo ne fa nascere un altro, una parola diventa un gesto, un ragionamento si interrompe per
lasciare spazio a qualcosa di completamente diverso. Myskin è goffo, stralunato, ingenuo. A volte
sembra non capire le regole del mondo. Altre volte sembra essere l'unico ad averle capite davvero.
La sua epilessia diventa anche una forma del racconto: la narrazione procede per scarti,
accelerazioni, vuoti, ripetizioni e improvvise illuminazioni. Il ritmo della parola e quello del corpo
si contaminano, passando dalla comicità al delirio, dalla tenerezza alla violenza.
CREDITI
con Costantino Buttitta
Regia: Emilio Ajovalasit
Adattamento drammaturgico: Costantino Buttitta