TRICKSTER
23-10-2026
Un danzatore, solo in scena, si divincola tra citazioni cinematografiche e digitali, di natura e qualità diverse, con un focus su un'intera scena del film del 1921 The Playhouse, in cui Buster Keaton interpreta una scimmia che imita dei clichés del comportamento umano.
La danza è costruita attraverso un collage di materiali plurali e multiformi, i cui attraversamenti imprevedibili dispongono il corpo in uno stato di costante domanda.
La qualità fisica è nutrita dalla pittura sensuale e cinetica di Francis Bacon.
Il ritratto che ne emerge in primo piano è un corpo abitato, animato dal dialogo continuo e serrato tra la propria specificità anatomica e gli inviti, quasi acrobatici, delle partiture.
Questo lavoro interpella il Trickster, figura liminale tra il mondo degli uomini e quello degli dei. Nel presiedere i confini delle città, delle regole e della vita sociale, contemporaneamente ne confonde le distinzioni. Il Trickster rovescia sensi e significati e nel distruggere crea, o meglio ricrea, in una posizione mai dominante, ma sempre laterale, duplice e dialogica.
Crediti
Concept, regia, luci, spazio Vincenzo Schino
Coreografia Marta Bichisao
Pittura Pierluca Cetera
Performer Luca Piomponi
Suono Dario Salvagnini
23-10-2026
Un danzatore, solo in scena, si divincola tra citazioni cinematografiche e digitali, di natura e qualità diverse, con un focus su un'intera scena del film del 1921 The Playhouse, in cui Buster Keaton interpreta una scimmia che imita dei clichés del comportamento umano.
La danza è costruita attraverso un collage di materiali plurali e multiformi, i cui attraversamenti imprevedibili dispongono il corpo in uno stato di costante domanda.
La qualità fisica è nutrita dalla pittura sensuale e cinetica di Francis Bacon.
Il ritratto che ne emerge in primo piano è un corpo abitato, animato dal dialogo continuo e serrato tra la propria specificità anatomica e gli inviti, quasi acrobatici, delle partiture.
Questo lavoro interpella il Trickster, figura liminale tra il mondo degli uomini e quello degli dei. Nel presiedere i confini delle città, delle regole e della vita sociale, contemporaneamente ne confonde le distinzioni. Il Trickster rovescia sensi e significati e nel distruggere crea, o meglio ricrea, in una posizione mai dominante, ma sempre laterale, duplice e dialogica.
Crediti
Concept, regia, luci, spazio Vincenzo Schino
Coreografia Marta Bichisao
Pittura Pierluca Cetera
Performer Luca Piomponi
Suono Dario Salvagnini
(Trickster, We Are Who We Are, The Fridas, A Room Full of Strangers). SOLO IN BIGLIETTERIA