Kintsugi... e sono la mia opera
Kintsugi... e sono la mia opera
ospiti in sala
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Regista: Ludovico Boccianti

Cast: Elisa

1 evento in programmazione
28-11-2026
Oltre la paura si trovano anche delle sorprese, delle anime amiche, della forza, della gioia. Sono trofei per il coraggio di essere felici. Sono in uno stato totalmente rivoluzionario che è il mio cuore" Kintsugi…sono la mia opera è un viaggio umano e artistico dentro il dolore, la trasformazione e la rinascita. Nato durante la lavorazione del nuovo album di Elisa, il mediometraggio ne raccoglie e amplifica la dimensione più intima, trasformando in immagini, musica, danza e parole le emozioni che hanno accompagnato la nascita delle nuove canzoni. Elisa è protagonista e voce narrante di un percorso introspettivo che si muove tra realtà e dimensione onirica. Spazi teatrali, paesaggi interiori e luoghi dell’anima si intrecciano in un racconto sospeso, nel quale ogni canzone apre una nuova soglia e conduce verso una diversa parte di sé. A emergere sono pensieri, ricordi e stati d’animo che prendono forma attraverso la sua voce e il linguaggio cinematografico. La danza, passione custodita da sempre, diventa uno degli strumenti attraverso cui l'artista entra in contatto con la propria parte più fragile. Il corpo diventa il luogo in cui le ferite possono essere ascoltate, attraversate e lentamente trasformate. Ogni performance è una tappa del viaggio, una diversa forma di confronto con il dolore e, insieme, un gesto di cura e di rinascita. Alla musica e alla danza si intrecciano i monologhi: pensieri ad alta voce, confessioni intime e riflessioni nate mentre le nuove canzoni prendevano forma. Sono parole che avvicinano lo spettatore all’artista e alla persona, raccontando con autenticità la paura, la perdita, il desiderio di ricominciare e quella fiducia che, anche nei momenti più difficili, continua a resistere. Il titolo richiama l’antica arte giapponese del kintsugi, secondo cui ciò che si è rotto non viene nascosto, ma riparato e valorizzato, facendo delle fratture parte della nuova forma. È questa la metafora che attraversa l’intero racconto: le ferite non vengono cancellate, così come il passato non viene rimosso, ma resta visibile nelle cicatrici e nelle imperfezioni che hanno contribuito a costruire una nuova consapevolezza. Kintsugi racconta un momento di profonda trasformazione, un passaggio tra passato, presente e futuro alla ricerca di un nuovo equilibrio. Un viaggio in cui rinascere non significa tornare a essere ciò che si era, ma accettare il cambiamento, lasciare andare rabbia e risentimento e fare spazio alla gratitudine, alla consapevolezza e a una nuova possibilità di sé. "Ho attraversato e trasformato un dolore per ritrovare me stessa e il coraggio di vivere la vita che voglio. Kintsugi vuol dire andare avanti ma portando con me anche tutto quello che mi ha fatto male, quasi fino a distruggermi e andare in mille pezzi, perchè da tutte quelle crepe, è da lì che esce la mia luce

Regista: Ludovico Boccianti

Cast: Elisa

1 evento in programmazione
28-11-2026
Oltre la paura si trovano anche delle sorprese, delle anime amiche, della forza, della gioia. Sono trofei per il coraggio di essere felici. Sono in uno stato totalmente rivoluzionario che è il mio cuore" Kintsugi…sono la mia opera è un viaggio umano e artistico dentro il dolore, la trasformazione e la rinascita. Nato durante la lavorazione del nuovo album di Elisa, il mediometraggio ne raccoglie e amplifica la dimensione più intima, trasformando in immagini, musica, danza e parole le emozioni che hanno accompagnato la nascita delle nuove canzoni. Elisa è protagonista e voce narrante di un percorso introspettivo che si muove tra realtà e dimensione onirica. Spazi teatrali, paesaggi interiori e luoghi dell’anima si intrecciano in un racconto sospeso, nel quale ogni canzone apre una nuova soglia e conduce verso una diversa parte di sé. A emergere sono pensieri, ricordi e stati d’animo che prendono forma attraverso la sua voce e il linguaggio cinematografico. La danza, passione custodita da sempre, diventa uno degli strumenti attraverso cui l'artista entra in contatto con la propria parte più fragile. Il corpo diventa il luogo in cui le ferite possono essere ascoltate, attraversate e lentamente trasformate. Ogni performance è una tappa del viaggio, una diversa forma di confronto con il dolore e, insieme, un gesto di cura e di rinascita. Alla musica e alla danza si intrecciano i monologhi: pensieri ad alta voce, confessioni intime e riflessioni nate mentre le nuove canzoni prendevano forma. Sono parole che avvicinano lo spettatore all’artista e alla persona, raccontando con autenticità la paura, la perdita, il desiderio di ricominciare e quella fiducia che, anche nei momenti più difficili, continua a resistere. Il titolo richiama l’antica arte giapponese del kintsugi, secondo cui ciò che si è rotto non viene nascosto, ma riparato e valorizzato, facendo delle fratture parte della nuova forma. È questa la metafora che attraversa l’intero racconto: le ferite non vengono cancellate, così come il passato non viene rimosso, ma resta visibile nelle cicatrici e nelle imperfezioni che hanno contribuito a costruire una nuova consapevolezza. Kintsugi racconta un momento di profonda trasformazione, un passaggio tra passato, presente e futuro alla ricerca di un nuovo equilibrio. Un viaggio in cui rinascere non significa tornare a essere ciò che si era, ma accettare il cambiamento, lasciare andare rabbia e risentimento e fare spazio alla gratitudine, alla consapevolezza e a una nuova possibilità di sé. "Ho attraversato e trasformato un dolore per ritrovare me stessa e il coraggio di vivere la vita che voglio. Kintsugi vuol dire andare avanti ma portando con me anche tutto quello che mi ha fatto male, quasi fino a distruggermi e andare in mille pezzi, perchè da tutte quelle crepe, è da lì che esce la mia luce
A seguire Q&A e firmacopie con Elisa
Orari

Pop Up Cinema Jolly 4 K, Jolly, Bologna
28/11/2026

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